Dietro al Ginepraio ci sono due fratelli, Simone e Lorenzo Boni, mugellani di Vicchio. Per anni hanno insegnato sci sull'Appennino; poi hanno deciso di tornare a casa e ridare vita al podere del nonno — un uomo di terra, che qui faceva vino e olio.
Ci è voluto un decennio per rimettere in sesto la tenuta. Prima sono nati gli appartamenti di Vita Nova, poi è arrivata l'idea del ristorante: un posto per cui valesse la pena lasciare la provinciale e affrontare l'ultimo tratto di strada bianca tra boschi e uliveti. Perché in fondo è proprio quel piccolo isolamento a rendere speciale l'arrivo.
La sala
Mangiare al Ginepraio cambia con le stagioni. D'inverno ci si accomoda nell'antica stalla in pietra a vista, con il camino acceso. D'estate ci si sposta sotto il pergolato, tra gli ulivi, con la valle tutt'intorno.
Ogni dettaglio studiato dalla designer Federica Francini racconta la Toscana e i suoi artigiani: i tavoli in marmo di Carrara su basi in ferro, i menu e i sottopiatti in cuoio lavorati a mano. Niente è lasciato al caso, perché anche questo fa parte del gusto.
La cucina
In cucina c'è una brigata giovane con esperienze importanti alle spalle, guidata dallo chef Emanuele Bavetta. La filosofia è semplice e netta: tradizione toscana e tecnica contemporanea, materia prima del territorio, stagionalità.
Molto arriva direttamente dal podere: il miele, lo zafferano e gli ortaggi del nostro orto, le erbe spontanee raccolte qui intorno, il nostro olio. Il resto lo scegliamo tra i piccoli produttori della zona — carni e selvaggina, formaggi a latte crudo — allargando lo sguardo, quando serve, fino al pesce del Tirreno. Pane e pasta sono fatti in casa.
Orari
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Cena: Lunedì, Giovedi, Venerdì e Sabato
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Chiuso: Martedì e Mercoledì